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MILANO

Le sfide che la Lombardia non può perdere Infrastrutture e grandi opere, Olimpiadi invernali 2026 e autonomia rafforzata sono le priorità ricordate dal presidente Carlo Bonomi

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Infrastrutture, Olimpiadi invernali 2026, Tribunale europeo dei brevetti e autonomia. Su questi temi gli imprenditori lombardi hanno chiesto una decisa azione di governo, per risollevare le sorti dell’intero Paese.

Nella densa giornata milanese del premier Giuseppe Conte, mercoledì 30 gennaio, certamente l’incontro che ha avuto maggiore eco è stato quello con Assolombarda Confindustria Milano, Monza e Brianza e Lodi. Non solo perché ha anticipato di un giorno la notizia di un’Italia in recessione, ma soprattutto perché l’associazione guidata da Carlo Bonomi non ha risparmiato critiche al Governo M5S-Lega e ha chiesto, con forza, un impegno dell’Esecutivo su alcuni temi fondamentali per Milano, la Lombardia e l’Italia. Conte non si è tirato indietro di fronte al confronto, ammettendo «non siamo infallibili e comprendo le critiche, ma abbiamo la volontà di fare sempre meglio». E in questo percorso cerca il dialogo e la collaborazione di tutti. Ovviamente tutti, industriali ed enti locali, attendono ora delle prove concrete.

L’economia rallenta

Il giorno successivo l’Istat l’ha confermato, ma già in Assolombarda sia Bonomi che Conte avevano anticipato che i dati sul Pil italiano erano in peggioramento: dopo un calo dello 0,1% nel terzo trimestre 2018, anche il quarto trimestre ha segnato un -0,2%. Il premier, però, ha giustificato i dati come non dipendenti da noi, ma da fattori esterni, e ha assicurato una ripresa per il secondo semestre di quest’anno.

Un tema sempre molto sentito dalle imprese è l’accesso al credito, e su questo punto Conte ha assicurato l’impegno per rafforzare il credito, con un fondo di garanzia per piccole e medie imprese.

Le critiche

Appare chiaro che agli imprenditori la manovra economica del governo non è piaciuta. «Già a ottobre, davanti alla primissima versione della legge di bilancio, invitammo il Suo Governo a evitare tre scelte che ci sembravano azzardi rischiosi - ha ricordato Bonomi - : anteporre l’aumento di spesa corrente a un massiccio aumento degli investimenti pubblici, e degli incentivi a quelli privati; non alimentare uno scontro con l’Unione Europea sui saldi di bilancio; evitare l’errore di depotenziare gli incentivi agli investimenti di Industria 4.0». Ma il presidente di Assolombarda ha ammesso «non ci è restato che prendere successivamente atto che su tutti e tre i punti le priorità del Governo sono risultate diverse». Non perdendo l’occasione per commentare i cavalli di battaglia del Governo penta-leghista: «avete portato a casa ciò che vi premeva di più: i prepensionamenti di Quota 100, che destineranno una ventina di miliardi nel triennio a chi un lavoro e un reddito ce l’aveva; il reddito di cittadinanza, sul quale torno solo a dire che per noi è sacrosanta la lotta alla povertà, ma le politiche attive del lavoro si fanno con altre metriche, altre competenze e altri strumenti. Mentre già i numeri dimostrano, come temevamo, l’effetto negativo sui contratti a termine del decreto dignità».

Conte ha ribattuto che comunque dei segnali positivi il governo li ha dati, come la sterilizzazione dell’Iva e la riduzione del costo del lavoro. E che non c’è crescita economica forte e duratura se non si coniuga allo sviluppo sociale.

Le infrastrutture

Al primo posto delle istanze espresse dagli industriali ci sono le infrastrutture. Bonomi ha chiesto a Conte di sbloccare subito le 400 opere pubbliche già finanziate per circa 27 miliardi di euro; rimettere mano al maxi programma del 2018 “Connettere l’Italia”; non smentire la realizzazione di circa venti grandi opere. In questo elenco compaiono la Tav Torino-Lione, la Pedemontana lombarda e veneta, la Gronda di Genova e il Terzo Valico. E Bonomi ha ricordato che le risorse ci sono, senza dover fare deficit aggiuntivo.

A questo proposito Conte ha promesso che andrà a vedere ogni singola opera per cercare di sbloccarla, e che bisognerà rivedere anche il Codice degli appalti, «che così non funziona affatto». Inoltre ha annunciato un grande piano nazionale per la sicurezza del territorio e l’ammodernamento delle infrastrutture, con diversi miliardi di euro in dotazione.

Le sfide da non perdere

Infine Bonomi ha lanciato le sfide che non possiamo perdere: «Vogliamo vincere la sfida delle Olimpiadi Invernali 2026. Siamo usciti pesantemente scottati dalla vicenda dell’Ema, l’Agenzia del Farmaco Europea. Peraltro è importante ricordare che al Paese aggiudicatario sarà riconosciuto un contributo per la realizzazione delle opere infrastrutturali e sportive di oltre 800 milioni di euro».

A cui si aggiunge un altro esito della Brexit, «ci aspettiamo un’attenta vigilanza del Governo sul Tribunale Unificato dei Brevetti Europei», per cui Milano potrebbe ereditare la sede londinese.

E infine l’autonomia rafforzata: «Milano e la Lombardia hanno pieno diritto ad ambire a un riconoscimento di autonomia del tutto paragonabile a quello che caratterizza nei rispettivi Paesi le aree in cui insistono Londra e Berlino, Amburgo e Madrid, Amsterdam e Bruxelles». Su quest’ultimo capitolo, Conte ha incontrato la sera stessa il governatore lombardo Attilio Fontana, confermando l’impegno del governo a procedere nella trattativa tra Stato e Regioni per l’assegnazione delle competenze: una prima riunione dovrebbe tenersi entro il 15 febbraio. Ma il premier ha ricordato che su alcune competenze sarà necessario che al Governo resti la visione strategica nazionale, e che sia salvaguardata la coesione nazionale e sociale.

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Autore:gmc

Pubblicato il: 04 Febbraio 2019

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