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MILANO

70 anni fa il volo transoceanico sull’Atlantico per Don Gnocchi La tratta Milano-Oslo organizzata nell’estate 1949 da don Carlo in collaborazione con gli scout milanesi

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1949-2019: settant’anni fa il raid degli scout per sostenere l’Opera di don Carlo Gnocchi. Se “L’Angelo dei bimbi”, il volo transoceanico sull’Atlantico, costituì nel gennaio 1949 un’impresa mondiale di eccezionale valore propagandistico a favore di don Gnocchi e della sua Fondazione per i mutilatini, molte altre iniziative in quel periodo permisero a milioni di italiani di manifestare concretamente la loro adesione e sostegno ai ragazzi di don Carlo: tra quelle a carattere internazionale, si distingue senza dubbio il raid motociclistico Milano-Oslo organizzato nell’estate 1949 da don Carlo in collaborazione con gli scout milanesi guidati da don Andrea Ghetti (nella foto, la locandina dell’epoca).

L’impresa passò alla storia con l’appellativo di “Freccia Rossa”, per via del colore dei venticinque “Guzzini” da 65 centimetri cubici di cilindrata che il 17 luglio 1949 partirono dal capoluogo lombardo verso la Scandinavia per tracciare una via d’amore lunga 1.800 chilometri in riscatto del dolore delle innocenti vittime della guerra appena finita. «Sulle ali della Freccia Rossa – ebbe a scrivere don Carlo – la voce dei piccoli mutilati di guerra invita l’Europa all’amore e alla pace».

La colonna dei guzzini attraversò la Svizzera, la Germania Occidentale, la Francia, il Belgio, l’Olanda, il Lussemburgo, la Danimarca, la Svezia per poi giungere in Norvegia. Ovunque l’accoglienza per il raid fu entusiastica e i partecipanti poterono diffondere durante le varie tappe il messaggio loro affidato da don Gnocchi e diretto a tutti gli uomini di buona volontà. A Parigi “La Freccia Rossa” fu ricevuta dal sindaco e sfilò agli Champs Eliseè scortata dalla polizia fra gli applausi della folla.

A Bruxelles ci fu l’ospitalità delle organizzazioni belghe per la protezione e l’assistenza all’infanzia mutilata, mentre a Brema, città devastata dalla guerra, i protagonisti del raid trovarono da parte dei ragazzi tedeschi un’accoglienza fraterna, indimenticabile. Giunti in Norvegia, vennero accolti con ricevimenti, a cui si aggiunsero tra l’altro gli elogi del principe ereditario della Corona norvegese, del sindaco di Oslo e del governo per l’opera umanitaria di don Gnocchi e per l’impresa.

Lo sforzo dei 37 partecipanti non fu vano. Anzi. Essi portarono per l’Europa la nobile esortazione dei mutilatini («Noi ci vogliamo bene: anche se i nostri padri si sono odiati. Vogliamo che tutti si amino e in nome del nostro dolore chiediamo pace fra gli uomini. Aiutateci, poiché soltanto nella serenità troveremo la forza per affrontare la vita»). Gli anni successivi dimostrarono - a proposito di Europa e di solidarietà ai mutilatini - che quel sogno era l’anticamera della realtà.

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Autore:ces

Pubblicato il: 26 Agosto 2019

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